Caulonia, “Goel” inaugura nuovo stabilimento per confezionamento agrumi bio

Caulonia (RC) – “Goel” (Gruppo cooperativo) ha fatto un altro passo in avanti nel percorso di sviluppo economico dell’agricoltura biologica del territorio inaugurando il nuovo stabilimento per il confezionamento degli agrumi biologici.
Lo stabilimento, che si trova a Caulonia Superiore, è l’unico attivo nella confezione di agrumi bio nella costa jonica meridionale della Calabria.
Il fabbricato che ospita l’impianto, ha una superficie 667 metri quadrati con annessi altri 3292 metri quadrati di area logistica: è stato acquistato dal Gruppo ad un’asta giudiziaria per essere destinato quale centro di confezionamento degli agrumi a marchio “Gole Bio”, il ramo che aggrega diverse aziende agricole calabresi che si oppongono alla ‘ndrangheta.
Un investimento importante sul quale “Goel” ha puntato, con la collaborazione Enel Cuore ONlus, di Chiesa Valdese ed Ubi Banca, per mettere in campo azioni concrete di sviluppo sostenibile per riorganizzare la filiera produttiva degli agrumi, consentendo ai produttori di ottenere un prezzo di conferimento notevolmente superiore alle medie di mercato.
La gestione dello stabilimento sarà affidato ad uno dei soci di “Gole”, cioè alla cooperativa sociale “Arca della Salvezza”, presieduta da Gerhard Bantel, che curerà anche la fornitura di servizi a terzi con l’intento di aiutare l’incremento dell’agrumicoltura biologica del territorio
All’inaugurazione dell’impianto era presente il sindaco di Caulonia, Caterina Belcastro, che si è detta orgogliosa di ospitare nel territorio del suo comune, una delle attività di “Gole”, per tutto ciò che questo rappresenta. Dopo il taglio del nastro inaugurale, il sindaco e i numerosi ospiti presenti, sono stati guidati in una visita all’impianto da Vincenzo Linarello, presidente di “Gole– Gruppo Cooperativo”.
“Goel Bio” è nata nel 2009 per aggregare aziende agricole che si oppongono alla ‘ndrangheta, e rappresenta la sintesi complessa ed articolata di una nuova visione di economia sociale comunitaria, eliminando il lavoro illegale e il caporalato dai propri campi e praticando, nel contempo, l’inclusione sociale, garantendo una rigorosa e alta qualità biologica, attraverso lo di una filiera di economia circolare intelligente, conveniente e virtuosa, a vantaggio dell’ambiente e delle comunità locali.