Catanzaro-Vibo, un solo Prefetto. Mingrone (Cisl): Ufficio territoriale resti presidio importante

Catanzaro – La scelta del governo di affidare a un solo prefetto la guida di due province come Catanzaro e Vibo tiene banco da ormai qualche ora. E sull’argomento ha voluto dire la sua anche il segretario generale della Ust Magna Graecia, Francesco Mingrone.
“Come prima cosa – si legge – voglio rivolgere i più sentiti auguri a Sua Eccellenza, il prefetto Francesca Ferradino e, al contempo, al Prefetto Giuseppe Gualtieri in pensione da qualche giorno dopo una carriera ricca di importanti successi”.
Tornando alla decisione del governo, Mingrone sottolinea: “La scelta di estendere il raggio di azione nel quale ella esercita il suo importante mandato va, sicuramente, nella direzione di riconoscimento dell’alto valore ed impegno dimostrato nel corso di questi anni. Siamo certi – ha proseguito Mingrone – che la dott.ssa Ferrandino svolgerà, egregiamente, anche quest’altro compito assegnatole”.
Ma c’è una preoccupazione che, da qualche ora, agita gli animi. Ed è la stessa preoccupazione su cui il segretario generale della Ust Magna Graecia, Francesco Mingrone ha voluto accendere i riflettori.
“Consapevoli delle grandi potenzialità del nostro Prefetto e certo dell’apporto che potrà dare ci auguriamo che si possa lavorare, unitamente, al fine di non depotenziare la Prefettura di Vibo Valentia che deve rimanere un presidio importante in un territorio martoriato da molteplici problemi. Tuttavia, nonostante la piena e totale fiducia che nutriamo nei confronti del rappresentante del governo vogliamo sottolineare l’esigenza che Vibo Valentia mantenga la più alta e giusta presenza dello Stato. Le ferite di cui soffre questo territorio sono già tante: comuni commissariati, provincia dissestata, interdittive. E chi più ne ha più ne metta. Vibo Valentia non si tocca. Anzi se lo si fa, lo si deve fare per migliorare l’offerta dei servizi. Serve, al tempo stesso, un’azione forte che vada in una direzione più politica. Chi ha governato, negli ultimi dieci anni, deve avere il pudore di tacere. La Calabria e, in questo caso, il territorio di Vibo Valentia ha bisogno di una nuova classe dirigente capace di prendere decisioni forti, schierarsi a favore del territorio mettendoci la faccia e sporcandosi le mani. Senza remore e infingimenti. Perché a Vibo serve, più di ogni altra cosa, il coraggio”.