Catanzaro, Serrao: “Palazzo Fazzari, un giallo dai risvolti inquietanti”

Catanzaro – Riceviamo e pubblichiamo:
“Un ennesimo grande bluff di questa Amministrazione? A questo siamo abituati. Non è il primo, non sarà l’ultimo. Sarebbe meglio parlare di un vero e proprio “giallo” tecnico-amministrativo dai risvolti inquietanti: un’opera pubblica appaltata, completata senza copertura finanziaria, mai pagata e quindi mai inaugurata. Almeno questo risulterebbe, a meno di smentite ufficiali.
Ci riferiamo a Palazzo Fazzari (nella foto) che, sempre citando i “proclami stampa” propinati da Palazzo De Nobili, avrebbe dovuto essere inaugurato a settembre del 2017. A distanza di un anno e mezzo da quei “proclami”, Palazzo Fazzari, o meglio l’appartamento di 400 metri quadrati ceduto in comodato d’uso dalla Regione al Comune, è desolatamente chiuso.
Ma perché, ci chiediamo, Palazzo Fazzari non viene aperto ? La risposta è semplice: i lavori sono finiti, ma la ditta non sarebbe stata pagata perché non ci sono i soldi.
L’opera doveva essere realizzata con 400.000 euro dei finanziamenti PAC, soldi che si è scoperto non essere più disponibili.
Poniamo al sindaco una serie di domande, attendendo, se possibile, risposte documentate.
1) Su quali presupposti finanziari è stata indetta la gara di appalto ?
2) Chi ha pagato i progetti preliminari ed esecutivi dell’opera ?
3) La ditta esecutrice dei lavori ha ricevuto dei mandati di pagamento e, in caso affermativo, da quali capitoli di bilancio sono stati tratti ?
4) I dirigenti dei settori competenti hanno vigilato sull’andamento dell’opera, seguendone i passaggi tecnici e finanziari ?
5) Chi ha eventualmente autorizzato, in mancanza di finanziamenti, la prosecuzione e il completamento dell’opera ?
6) Esiste un contenzioso ufficiale tra il Comune e la ditta esecutrice dei lavori ?
Si mormora che questa operazione spregiudicata, di cui gli organi competenti dovrebbero valutare la legittimità, sarà sanata con i finanziamenti previsti da Agenda Urbana.
Lo stesso sistema, si dice, sarà utilizzato per sanare un altro clamoroso bluff, la ristrutturazione della scuola Mazzini.
Noi riteniamo Palazzo Fazzari e la Mazzini patrimoni della città e del centro storico, ma non vorremmo che l’approssimazione e la superficialità del sindaco e della sua giunta, per non parlare di altro, facessero perdere queste opportunità. Ci chiediamo: e se la Regione non considerasse compatibili queste “sanatorie” all’interno di Agenda Urbana, che fine faranno questi immobili? Il rischio è concreto perché le finalità di Agenda Urbana sono ben diverse da quelle di “sanare” precedenti operazioni”.

Alfredo Serrao
Presidente “Associazione I QUARTIERI”