Catanzaro, ministro Bonafede: “Lotta alla corruzione è una priorità in agenda politica”

Catanzaro – “In questo momento il tema della lotta alla corruzione è una priorità nell’agenda politica”. Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, è intervenuto nel corso del convegno “Legalità dell’azione amministrativa e contrasto alla corruzione”, svoltosi nella sede dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro.
“La corruzione non riguarda solo la giustizia, investe anche la dimensione sociale, economica e culturale. Pensiamo agli effetti devastanti della pratica corruttiva nel settore della sanità o delle infrastrutture. La corruzione- ha detto Bonafede – relega la meritocrazia all’ultimo posto nella scala dei valori di una società, sbarrando la strada a tanti giovani meritevoli e preparati a cui vengono negate opportunità e prospettive di realizzazione”. Rivendicando il risultato raggiunto, lo scorso dicembre, con l’approvazione della legge anticorruzione il Guardasigilli ha aggiunto: ”La lotta alla corruzione deve essere una priorità nell’agenda di chi governa: noi lo abbiamo fatto e, infatti, la nuova legge è stata approvata in tempi record. Un provvedimento che prevede innovazioni molto forti e strumenti di cui si è parlato a lungo e che ora finalmente sono norme del nostro ordinamento”.

Bonafede ha, inoltre, illustrato i punti qualificanti della riforma: “Abbiamo puntato sul rafforzamento dell’efficacia delle indagini, per esempio con la figura dell’agente sotto copertura, che non può minimamente essere confuso con l’agente provocatore: si tratta di due previsioni molto diverse. Altra novità di grande impatto è quella del Daspo per i corrotti, ossia l’incapacità perpetua a contrarre con la P.A. per i condannati per reati corruttivi: un messaggio molto potente che abbiamo lanciato ai giovani e ai cittadini onesti del nostro Paese”. Il Guardasigilli ha, poi, sottolineato l’importanza degli strumenti tecnologici per le indagini in materia di corruzione: “La tecnologia è accessibile ormai a tutti e anche alla criminalità organizzata. Lo Stato non può rimanere indietro in questa sfida cruciale. Dobbiamo essere sempre all’avanguardia nell’utilizzo delle nuove tecnologie, per questo abbiamo potenziato mezzi come le intercettazioni e i trojan horse”.
Il ministro Bonafede, chiarendo come “anche le mafie spesso utilizzino la corruzione per infiltrare le pubbliche amministrazioni”, ha, infine, ribadito la necessità dell’intervento realizzato in tema di prescrizione: “I cittadini non comprendono il senso di un sistema in cui anche il responsabile di reati molto gravi riesce a sottrarsi alla sua condanna. La nostra legge ha ripristinato il principio della certezza della pena che deve sempre camminare di pari passo con la finalità della rieducazione. Quello della prescrizione è il tema di maggiore distanza tra cittadini e istituzioni. Un sistema giustizia degno di questo nome deve essere in grado di fornire risposte certe e definitive. Ne va della credibilità dello Stato”.