Catanzaro, maltrattamenti a paziente con SLA: a giudizio in 9 tra medici ed infermieri

Catanzaro – Nove persone tra medici e infermieri della clinica ‘San Vitaliano’ di Catanzaro sono stati rinviati a giudizio dal Giudice per le indagini preliminare del tribunale di Catanzaro. Secondo le ipotesi di accusa gli indagati avrebbero esercitato violenze psicologiche su una paziente affetta da Sla paralizzata da cinque anni.
Si tratta degli infermieri Emanuela Caporale, 43 anni, di Lamezia Terme; Denisia Elena Rosu, 41 anni, nata in Romania e residente a Catanzaro; Giacinto Muraca, 40 anni, di Catanzaro;Tonino Bria, 37 anni, nato Cosenza ma residente a Luzzi; Antonio Di Bari, 31 anni, di Cosenza; Giovanni Presta, 57 anni, di San Lucido; Donatella Folino Gallo, 31 anni, di Soveria Mannelli; della caposala Caterina Ester, 32 anni, nata a Cosenza e residente a Rota Greca e del medico Giuseppe Rotundo, 41 anni, di Catanzaro.
A far scattare l’indagine, effettuata dal Nisa e dalla Squadra Mobile nel luglio 2017 che portò all’esecuzione di nove misure cautelari, è stata la denuncia della stessa paziente. Il reato contestato, in concorso, è quello di maltrattamenti con le aggravanti dell’aver agito per motivi abbietti, ovvero per dispetto o per ritorsione a causa delle continue richieste di assistenza da parte della paziente, abusando dei poteri e violando i doveri inerenti alla loro funzione.
Le indagini hanno fatto emergere che, nel corso degli ultimi tre anni, la signora subiva comportamenti persecutori, vessatori, a volte aggravati da insulti rabbiosi. Le condotte venivano perpetrate spegnendole l’audio del comunicatore, ovvero semplicemente spostandole il monitor, così impedendo al lettore ottico di intercettare le pupille della stessa.
In tal modo, la paziente veniva privata non solo della sua voce ma anche della possibilità di leggere, usare internet, telefonare, leggere e scrivere mail e rimanendo costretta, inerme nel letto, a fissare la parete.