Calabria, migranti salvati a Melissa: Orgogliosi di essere calabresi

Ancora una volta il grande cuore dei calabresi non si è smentito. Non è retorica smielata ma la semplice realtà. Gli abitanti di Torre Melissa, nel Crotonese, con in testa in sindaco hanno raccolto le invocazioni di aiuto e le urla di una cinquantina di migranti curdi e li hanno tratti in salvo dopo che la loro imbarcazione, alle prime luci dell’alba, si era arenata e capovolta a pochi metri dalla riva.
Nessuno, in quei momenti, come dovrebbe sempre essere ha esitato e si è prodigato per prestare soccorso a uomini, donne e bambini, abbracciando con particolare cura anche un neonato.
Li hanno sorretti e portati in un albergo vicino dove il titolare ha messo a disposizione la sua struttura per farli scaldare, cambiare vestiti, rifocillarsi e riprendersi da quella che, fortunatamente, potranno raccontare come una bruttissima avventura e non come una vera e propria tragedia.
Nessuno vuole nemmeno immaginare cosa sarebbe successo se l’imbarcazione si fosse capovolta in mare aperto. Ora stanno bene e sono stati presi in carico sia dai sanitari che dalle competenti autorità.
Sono curdi che fuggono da una terra che non trova pace da decine di anni, dove le guerre si succedono a ritmo incalzante e, quindi, sono sottoposti ad una specifica protezione internazionale.
Questo, i cittadini di Melissa, non potevano saperlo nè si sono posti problemi ad aiutarli e a metterli in salvo. Lo hanno fatto semplicemente perchè rischiavano di morire in acqua.
A loro non interessava sapere niente altro: solo salvarli. Anche per questo, oggi, tutti noi abbiamo una ragione in più di sentirci orgogliosi di essere calabresi, umani, caritatevoli e solidali.