Calabria e Sicilia unite nella devozione a San Filippo d’Agira

Hanno avuto inizio, nella piccola comunità di Favelloni (VV), grazioso centro del vibonese famoso per essere il villagio dei murales, i festeggiamenti in onore del Santo Patrono, San Filippo d’Agira. Una festa molto sentita dalla comunità favellonese e anche dagli altri paesi del comune di Cessaniti e delle comunità limitrofe. Una festa che ha avuto il suo incipit giovedì scorso con l’inizio della novena alla quale hanno partecipato numerosi fedeli provenienti dalla Sicilia e, in particolar modo, da cinque comunità sicule che venerano il Santo. Un gemellaggio storico quello ormai tra la piccola comunità di Favelloni e la comunità di Agira (comune in provincia di Enna), e che ha visto la partecipazione di altri fedeli provenienti dalle parrocchie di Calatabiano, Limina, Piazza Armerina e Isola di Malta. Un momento storico, dunque, per la Parrocchia San Filippo d’Agira di Favelloni che ha avuto il suo culmine nella celebrazione avvenuta nella chiesa di San Filippo a Favelloni e con l’arrivo, direttamente da Agira, delle reliquie del Santo d’Oriente e del busto argenteo.

Alla celebrazione, officiata dai parroci di Agira (don Giuseppe La Giusa) e di Favelloni (don Andrea Campennì) hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Cessaniti, Francesco Mazzeo, e il maresciallo dei carabinieri della locale stazione, Pasquale Pierri.

Don Pasquale La Giusa: “Con la comunità di Favelloni abbiamo un grande rapporto di amicizia già da tantissimi anni, a partire dagli anni ’80 quando un gruppo di Favelloni iniziò a partecipare ai solenni festeggiamenti di San Filippo nella città di Agira. Per noi è una grande gioia essere qui perchè è lo stesso San Filippo che ci accomuna con sentimenti di entusiasmo“.

Don Andrea Campennì: “Abbiamo iniziato il nostro novenario di preghiera in onore di San Filippo tutti insieme alle comunità siciliane che venerano lo stesso santo. Noi come comunità favellonese ringraziamo tutti i fedeli presenti che sono arrivati a Favelloni. La loro presenza ci dice che dobbiamo camminare insieme per rafforzare sempre di più la nostra fede e ciò che ci accomuna non è solo la testimonianza verso San Filippo, ma un senso comune di amicizia“.

Francesco Iannello