Bausone (Pd): “A Decollatura attacchi pretestuosi e inconsistenti alla Sindaca”

Catanzaro – Riceviamo e pubblichiamo:
“Il fatto (“fattuccio”) è divenuto assai noto. Parte dell’amministrazione comunale di Decollatura tra cui Assessori/e, Presidente del consiglio comunale e alcuni consiglieri si erano ritrovati nell’Ufficio della Sindaca Angela Brigante per confezionare trecento panettoni da donare ai bambini della scuola primaria e secondaria del Paese.
Un gesto assai nobile ed un momento di gioia e convivialità che si è trasformato in un pretesto per innescare una squallida polemica politica da parte di una minoranza consiliare che con voracità, quasi con la bava alla bocca, denuncia pubblicamente la Sindaca per “vilipendio al capo dello Stato” e ne chiede immediate dimissioni.
Il motivo, diciamolo, è una scemenza. La figlia dell’assessora alla cultura Teresa Mazza, durante quel momento gioviale, ha appeso uno smartphone con la foto del presidente del consiglio comunale Antonio Maletta sopra il quadro raffigurante il Capo dello Stato, con relativa diffusione sui social della foto con la didascalia “Antonio Mattarella Presidente”.
Una stupidaggine ed una stupidata di sicuro cattivo gusto, ma da qui a farne una crociata o una battaglia tolkeniana per il decoro e l’etichetta istituzionale mi sembra veramente eccessivo per ben tre motivi.
Il primo, non c’è vilipendio, non c’è offesa. Non è stata colpita la figura del Capo dello Stato con contumelie o offese gratuite. Si è proceduto per villipendio in casi ben più eclatanti. Quando l’onorevole Carlo Sibilla ha dato del “boss” e l’onorevole Giorgio Sorial ha dato del “boia” all’allora Presidente Giorgio Napolitano, mentre il Senatore Umberto Bossi di recente è stato condannato dalla Cassazione (per fatti risalenti al 2011) per la frase «Mandiamo un saluto al presidente della Repubblica. Napolitano, Napolitano, nomen omen, non sapevo fosse un terùn».
Inoltre, paragonare questo “episodietto” agli insulti e alle minacce di morte che ricevette Sergio Mattarella in rete lo scorso maggio sarebbe squalificante già solo per chi si trovi ad ipotizzarlo.
Il secondo, il vilipendio è una forma di reato che tutti i partiti (in primis quelli attualmente al Governo) vorrebbero o riformare (nel 2015 al Senato è stata approvata una riforma poi vittima del bicameralismo perfetto) o direttamente abrogare. In Francia un cittadino è stato assolto nel 2013 per aver manifestato contro l’allora Presidente Sarkozy con un cartello, ripreso e rilanciato sui social, con scritto “Casse toi pov’con” “Fottiti, povero idiota”, frase utilizzata dallo stesso Presidente nei confronti di un cittadino che si era rifiutato di stringergli la mano pochi giorni prima. In questo caso sì che si sarebbe potuto porre un problema di “etichetta istituzionale”.
Il terzo motivo, coloro che hanno lanciato questo scandalo del Natale reventinese sono gli esponenti di “Lista Unica” capeggiati da Gigi De Grazia, l’amico di Povia con simpatie di estrema destra. Una lista che aveva con sé esponenti del Popolo della Famiglia di Adinolfi. Certo, aver avuto due sindache e una commissaria prefettizia nel proprio comune potrebbe causar loro l’orticaria, ma se la loro attività di opposizione si basa su post su Facebook e scandalicchi di questo genere, molti altri panettoni mangeranno dagli scranni della minoranza”.

Alessia Bausone – PD