Bancarotta Ofin, Mario Occhiuto rinviato a giudizio. Condannata la sorella del sindaco

Mario Occhiuto dovrà difendersi dall’accusa di bancarotta fraudolenta. Oggi il giudice per l’udienza preliminare Francesco Luigi Branda ha rinviato a giudizio il sindaco di Cosenza per il fallimento della società Ofin, operante nel settore finanziario la cui attività è cessata definitivamente nel 2014. I fatti contestati risalgono al 2008 e al 2009. Prima udienza nel mese di aprile 2020. Per lo stesso reato, invece, il gup del tribunale di Cosenza ha condannato col rito abbreviato, Annunziata Occhiuto, sorella del sindaco. Condanna a un anno e 4 mesi con pena sospesa e non menzione.
“Com’era ampiamente prevedibile, alla luce anche della funzione che il codice attribuisce all’udienza preliminare nonché per la complessità dei fatti ancorché risalenti nel tempo, siccome elaborati da una ricostruzione della Guardia di Finanza opinabile e per la estrema tecnicità dei reati connessi a vicende fallimentari, il giudice dell’udienza preliminare ha ritenuto necessario l’approfondimento dibattimentale ed ha quindi fissato per il 2 aprile 2020 la data dell’inizio del processo davanti al tribunale collegiale di Cosenza”.
Lo dichiara il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, in merito al suo rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta. Occhiuto è in corsa per la candidatura alla presidenza della Regione Calabria.
“Ovviamente – continua – tale decisione non ha nessuna valenza di merito e sono convinto anzi che le varie tesi deducibili in mia difesa in sede dibattimentale troveranno il dovuto accoglimento. A tal fine, ho ritenuto, pur avendone la possibilità, di non chiedere alcun differimento dell’udienza proprio per vedere quanto prima accertata la mia estraneità rispetto alle accuse mossemi. Il decreto di rinvio a giudizio – precisa Occhiuto – com’è noto non produce alcun effetto rispetto alla carica di sindaco né costituisce affatto impedimento per i futuri progetti politici in essere”.