Autobomba a Limbadi, avv. De Pace a ministro Bonafede: “Si eviti scarcerazione dei presunti assassini”

Vibo Valentia – “Questa mattina ho scritto una lettera al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, per informarlo del fatto che, a causa di un vizio di notifica, o meglio di una notifica arrivata tardivamente, i presunti assassini di Matteo Vinci, il giovane biologo morto all’interno della propria autovettura fatta esplodere con un ordigno a distanza nell’aprile dello scorso anno, potrebbero tornare presto a piede libero”.
Lo rende noto l’avvocato Giuseppe De Pace che assiste Francesco Vinci e Rosaria Scarpulla, genitori di Matteo Vinci, ucciso a Limbadi con un’autobomba il 9 aprile dello scorso anno.
Come si ricorderà venerdì, infatti, è saltata l’udienza preliminare a carico di cinque imputati ritenuti appartenenti al clan Mancuso (fra i più potenti della ‘ndrangheta) poichè si era in presenza di un’omessa notifica all’imputata Lucia Di Grillo.
“Ai sensi di legge – scrive l’avvocato De Pace al ministro Bonafede – la notifica alle parti doveva compiersi entro il 28 maggio. Per ragioni sconosciute, detta notifica è stata fatta il 4 giugno 2019. Per l’effetto il gup ha disposto il rinvio dell’udienza al 21 giugno. Se la notifica non verrà effettuata entro giorno 11 giugno, cioè fra tre giorni, il procedimento subirà un altro rinvio, e gli imputati il 26 giugno, termine di scadenza della custodia cautelare, verranno rimessi in libertà. I coniugi Vinci-Scarpulla, genitori del povero Matteo, sono letteralmente terrorizzati: temono il pericolo del dissolvimento del processo e l’ombra della loro morte che si avvicina”.
“La mia assistita, sentendo come concreta la possibilità dell’imminente scarcerazione dei presunti assassini di suo figlio, teme fortemente per la propria incolumità e per quella del marito, rimasto gravemente ferito durante l’esplosione che ha ucciso Matteo”.
“Com’è evidente – conclude l’avvocato – in uno scenario cosi’ allarmante, solo il repentino e diretto intervento del Ministro della Giustizia può consentire l’effettuazione di quegli adempimenti di legge che costituiscono i presupposti necessari al proseguimento di un giusto processo”.
L’avvocato Giuseppe De Pace chiede quindi al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, di garantire la corretta notifica della richiesta di rinvio a giudizio a tutti gli imputati. “Qui – conclude l’avvocato De Pace rivolgendosi al ministro – si gioca la faccia e la reputazione, sua e della Repubblica”.