A Villa San Giovanni commemorato il giudice Scopelliti. Bombardieri: le indagini non si fermano

Reggio Calabria – Oggi a Piale di Villa San Giovanni si è svolta la commemorazione istituzionale in memoria di Antonino Scopelliti, giudice di Cassazione, ucciso dalla criminalità organizzata il 9 agosto del 1991.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Villa San Giovanni Giovanni Siclari, il sindaco di Campo Calabro Sandro Repaci, i parlamentari Federica Dieni (M5s) e Marco Siclari (FI), il procuratore capo della Repubblica Giovanni Bombardieri, i sostituti procuratori Gaetano Paci e Giuseppe Lombardo, il presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria Luciano Gerardis e i vertici delle forze dell’ordine. In rappresentanza del Consiglio regionale della Calabria il capo gabinetto Ugo Massimilla e per il Comune di Reggio Calabria l’assessore Antonino Zimbalatti mentre in rappresentanza della Prefettura, il prefetto vicario Anna Aurora Colosimo. Hanno partecipato anche molti rappresentanti dell’associazione Libera, l’associazione Bersaglieri e dell’associazione Ponti Pialesi che da tempo ha aperto a Piale, il Museo delle memorie dedicato al giudice Antonino Scopelliti.
Il brutale omicidio ha rappresentato – ha affermato il procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri – una ferita profonda per l’intero Paese, perchè è collegata la sua attività professionale. Un’attività che ha riguardato l’intera nazione, la Procura è in prima linea nel nell’affrontare le indagini che sono collegate a quelle più vile attentato”
“Recentemente – ha continuato il procuratore – ci sono stati degli sviluppi nelle indagini – abbiamo letto anche delle notizie che non sono completamente corrette, anche in relazione circa la non riconducibilità dell’arma dell’omicidio. Ci sono degli accertamenti in corso che al momento non hanno escluso che quella sia l’arma utilizzata il 9 agosto del 1991. È vero che le munizioni rinvenute non erano riferibili all’omicidio, ma questo gia’ lo sapevamo.
Già nel momento delle prime dichiarazioni sull’arma avevano riferito che quelle munizioni non erano sicuramente state utilizzate per l’omicidio”. “Ci sono difficoltà nella possibilità di svolgere delle accertamenti completi – ha concluso il procuratore – ma noi non disperiamo, ci sono ancora delle possibilità che nascono dall’aver accertato la provenienza dell’arma dalla Spagna, dalla casa di produzione, e da una serie di caratteristiche per le quali stiamo valutando ulteriori approfondimenti che speriamo possono esserci utili nella ricostruzione di quel giorno”.