A “Le Iene” la morte misteriosa di chi ha provato ad aggiustare la sanità calabrese-VIDEO

VIDEO Consolato Campolo era a capo di una task force che doveva eliminare lo spreco di denaro pubblico dall’Azienda sanitaria di Reggio Calabria. Una notte muore in circostanze misteriose. Gaetano Pecoraro per la trasmissione “Le Iene” ha indagato sulla vicenda, proseguendo la sua inchiesta “Ospedali da incubo”.
Alcuni ospedali dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria sono ridotti in condizioni vergognose. Gaetano Pecoraro aveva mostrato le immagini dell’ospedale di Locri e Polistena e aveva indagato sulle cause.
Il denaro pubblico destinato a quelle strutture fatiscenti sarebbe troppo. Due volte quello che viene stanziato per un ospedale milanese che non solo funziona, ma ha pure il doppio dei posti letto.
Per eliminare questo spreco di denaro pubblico era stata istituita una task force guidata da Consolato Campolo. In poco tempo Consolato comincia a fare ordine in un sistema dove tutti guadagnavano alle spalle dei cittadini italiani.
Non è riuscito a portare a termine l’incarico però perché una notte muore in circostanze misteriose.

https://www.iene.mediaset.it/2019/news/consolato-campolo-reggio-calabria-ospedali-incubo-anticipazione_364330.shtml

Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà ha dichiarato che “le circostanze sollevate dal servizio de Le Iene sulla morte di Consolato Campolo ci lasciano sgomenti e meritano i necessari approfondimenti. È inquietante il pensiero che qualcuno possa aver voluto e provocato la sua morte nell’intento di interrompere il lavoro di pulizia che Campolo stava svolgendo in un settore scottante come quello della sanità”.
Per il primo cittadino reggino “Consolato era un uomo straordinario, un integerrimo professionista, un cittadino onesto e un grande servitore dello Stato. Qualche anno fa gli avevo chiesto di dare una mano al Comune e per quasi due anni ha prestato servizio come funzionario aggiunto nel settore bilancio. Il suo lavoro è stato prezioso. L’anno scorso gli era stato assegnato il delicato incarico di ricostruire alcune vicende che riguardano l’Azienda sanitaria di Reggio Calabria, oggi sciolta per mafia, guidando una task force che aveva il compito di ridurre gli sprechi e verificare le spese sospette. È morto di arresto cardiaco lo scorso settembre, così, all’improvviso”.
Ma oggi, “di fronte ai dubbi venuti fuori dalle circostanze e dalle testimonianze raccontate dal servizio – conclude Falcomatà – da sindaco, da reggino, da amico di Consolato Campolo, chiedo che sulla sua morte sia fatta piena luce”.