25 anni fa ( 27 marzo 1994) le prime elezioni politiche con il maggioritario: il racconto del Sen. Bevilacqua

Vibo Valentia – Lo storico esponente del centrodestra vibonese, membro della prima ora di Alleanza Nazionale, ripercorre le tappe che lo portarono ad essere eletto senatore nel 1994. Un dialogo con Francesco Bevilacqua tra passato, presente e futuro. Guardando alle future competizioni elettorali: dalle europee, alle regionali, fino alle comunali di Vibo.

Un autentico terremoto elettorale e politico. Una data paradigmatica nella storia del sistema politico italiano. Esattamente 25 anni fa si svolsero le elezioni politiche del 1994, le prime con l’introduzione dei collegi uninominali (vero e proprio architrave del sistema elettorale meglio conosciuto come “Mattarellum”). Fu l’inizio di un nuovo concetto di democrazia, imperniato sulla dinamica bipolare e sul concetto di alternanza tra poli. Una vera e propria rivoluzione rispetto al sistema politico della “Prima Repubblica”, quest’ultima caratterizzata dal quarantennio di governo della Dc della “conventio ad excludendum” con il Pci. Con la fine della Guerra Fredda e con la caduta dei partiti storici, la vera novità fu rappresentata dal nuovo sistema elettorale (75% maggioritario, 25% proporzionale) che incentivò il radicale mutamento dell’offerta politica con la presentazione di due coalizioni pre-elettorali: il centro destra guidato da Berlusconi e il centro sinistra guidato da Occhetto. Nel mezzo, stritolato nella competizione maggioritaria dell’uninominale, il fronte centrista democristiano, Patto per l’Italia. Fu l’inizio di una nuova stagione politica, l’inizio di una transizione del sistema politico italiano non ancora terminata.

Ci fu una grande ventata di novità anche sui territori con la presentazione dei candidati nel collegio uninominale che a colpi di voti dovevano accaparrarsi il consenso per la conquista del collegio.

Il territorio della provincia di Vibo Valentia fece parte del collegio Vibo-Soverato ed alla Camera vinse Domenico Basile (centrodestra) che ebbe la meglio all’epoca su Giuseppe Iannello (centrosinistra) e su Domenico Romano Carratelli (Patto per l’Italia). Al Senato, invece, il collegio fu vinto da Saverio Di Bella (centrosinistra) che ebbe la meglio su Francesco Bevilacqua (centrodestra) e su Antonino Murmura (Patto per l’Italia).

Ma, nonostante fosse arrivato secondo, il Prof. Bevilacqua fu comunque eletto senatore come tra i migliori candidati perdenti: l’esponente di An ottenne 42316 voti, pari al 36,68%. E proprio insieme al Senatore, oggi esponente di spicco del Movimento Nazionale per la Sovranità, abbiamo fatto una chiacchierata tra passato, presente e futuro, rievocando quel periodo dei primi anni novanta:

Affrontai la candidatura del 1994, dopo essere stato candidato alle politiche del 1992 senza essere eletto per pochi voti, con grandi perplessità. Il collegio era vasto, conoscevo poco l’area del soveratese, ma alla fine, seppure non vincendo il collegio, fui eletto tra i migliori perdenti. Lo seppi nella notte e la prima cosa che feci, non mi vergogno di dirlo, piansi per l’emozione. Ritengo che quello fosse uno dei migliori sistemi elettorali perché ogni partito o coalizione presentava un candidato da affidare alla scelta dei cittadini. I cittadini devono avere la possibilità di scegliere i loro eletti”.

Oggi Francesco Bevilacqua è un forte sostenitore del polo sovranista, oltre che figura di spicco a livello nazionale e regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità capeggiato da Gianni Alemanno. Uno sguardo sulle europee e sulle regionali:

Domani abbiamo un ufficio politico a Roma e faremo il punto della situazione in vista delle elezioni europee. Vediamo se riusciremo a concretizzare un accordo con Salvini perché credo sia l’unico percorso che possiamo fare per poter esprimere qualche candidato al Parlamento europeo. Discorso diverso sono le regionali dove a mio avviso ci sono le condizioni anche per giocarci la partita dello sbarramento del 4%, salvo cambiamenti della legge elettorale”.

Uno sguardo sulla “sua” Vibo e sulle motivazioni che hanno portato i “sovranisti” ad appoggiare la candidatura a sindaco di Stefano Luciano:

Con Stefano Luciano noi sovranisti facemmo un accordo prima delle elezioni provinciali. Da lì siamo andati avanti ed insieme abbiamo eletto il vicepresidente dell’Ente, il Prof. Policaro. E’ un percorso che sta soddisfacendo entrambi e che potrà proseguire in vista delle prossime competizioni elettorali. Perché l’accordo con pezzi della sinistra? Perché penso che per governare una città occorra avere un buon sindaco ed un buon programma e io considero Stefano Luciano un’opportunità per la città di Vibo. Il resto, se si è convinti del sindaco che si è scelto e della bontà del programma, mi interessa poco. Del resto, c’è una bella fetta della sinistra che si è spostata nell’area del centrodestra, compreso un esponente di spicco della sinistra, della sinistra del Pd. Dunque, rimproverare a noi accordi con la sinistra mi sembra sinceramente un po’ azzardato. Ritengo, dunque, che Vibo avrà tutto da guadagnare se riuscissimo a vincere questa battaglia”.

Francesco Iannello