Reggio Calabria – Non poteva non suscitare conseguente politiche l’avviso di garanzia ricevuto dal governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio (di cui lui stesso aveva dato notizia nei giorni scorsi) in relazione al trasferimento di un dipendente del Comune di Francica, il sindaco di Acquaro, Giuseppe Barilaro, a Calabria Verde.
Infatti, oggi, nel corso della riunione del Consiglio regionale l’affondo è partito dal consigliere Pd, Carlo Guccione (ex assessore della prima giunta Oliverio) che ha dichiarato “Credo che sia giusto che il presidente Oliverio faccia sapere quali sono le sue determinazioni. Non si può far finta di nulla rispetto a quello che è accaduto”.
Lo stesso Guccione ha poi lamentato l’uso di una “doppia morale” da parte del presidente facendo evidente riferimento a quando, nel 2015, la prima giunta regionale fu mandata in archivio per l’iscrizione nel registro degli indagati di tre assessori – Vincenzo Ciconte, Nino De Gaetano e lo stesso Guccione – nell’ambito dell’inchiesta sulla “rimborsopoli” calabrese.
Non si è fatta attendere la risposta di Oliverio: “Il mio rispetto verso la magistratura non è mutato, anzi si è rafforzato. Qualora ci dovessero essere fatti gravi, tali da determinare l’incompatibilità tra la funzione e l’esercizio della carica, e quella, appunto, di indagato, non esiterò un istante a trarne le conseguenze. Non l’ho fatto – ha aggiunto – per responsabilità, perché una tale decisione comporterebbe automaticamente lo scioglimento della Giunta e del Consiglio regionale. Non per difendere la mia funzione, ma quella che mi hanno affidato i calabresi”.

10 maggio 2018