Lamezia Terme – “Ho appena votato NO alla richiesta di fiducia che il governo ha posto sul decreto chiamato “milleproroghe”. Al di là del dato politico connesso alla questione di fiducia, e quindi al ruolo di opposizione svolto ora dal Partito Democratico, credo sia impossibile dare una valutazione positiva di questo decreto, per almeno due motivi”.
Lo rende noto il deputato calabrese Pd, Antonio Viscomi che spiega nel dettaglio ” Il primo e più importante è relativo alla questione dei vaccini. È veramente assurdo porre a rischio la salute dei bambini più deboli, cioè dei bambini che non possono vaccinarsi per particolari condizioni di salute e che per questa ragione sono costretti a stare lontano e non possono entrare nella stessa classe dove invece sono presenti bambini che i genitori non vogliono vaccinare. Il diritto alla salute per me è da mettere al primo posto, sempre, comunque e per chiunque. E non è poi possibile pensare di scaricare tutti i problemi del controllo e delle responsabilità conseguenti addosso agli operatori scolastici, ai quali si chiede ora di controllare che quanto scritto nelle autocertificazioni dei genitori sia corrispondente al vero. Ero presente ai lavori in Commissione quando medici, associazioni, ricercatori, dirigenti scolastici, hanno – tutti all’unisono – “implorato” (proprio così è scritto nei resoconti parlamentari) di non modificare la legge Lorenzin sulla base della quale oggi entra in classe solo chi è vaccinato e i certificati sanitari devono essere presentati a scuola entro il 10 luglio. Per la verità, In tarda serata, in commissione, avevamo convinto la maggioranza; quella stessa maggioranza che però il giorno dopo ha cambiato di nuovo idea ed è ritornata sui suoi passi consentendo ancora la sola autocertificazione dell’avventura vaccinazione con tutto quello che ne consegue. C’è poi un secondo motivo. Non credo sia possibile apprezzare un decreto che toglie ai comuni i soldi già assegnati per intervenire sulle periferie, interrompendo non solo attività già avviate sul piano procedurale, ma anche processi di partecipazione sociale e istituzionale sui territori in grado di innalzare il livello di ciò che più serve alla Calabria: cioè quella merce preziosa che si chiama “capitale sociale”. Per questo, e per chiedere garanzie sulle risorse già assegnate ai comuni di Catanzaro, Vibo, Reggio Calabria e della città metropolitana di Reggio Calabria, ho presentato un ordine del giorno che discuterò più tardi e che pubblicherò in un post successivo. La procedura di fiducia alla Camera è un po’ particolare. Prima si vota nominalmente la fiducia al governo, poi si presentano gli ordini del giorno; poi si votano i singoli ordini del giorno, solo dopo si vota il decreto nella sua interezza. Finiremo domani, perché di ordini del giorno ne sono stati presentati proprio tanti. Sia chiaro però: dietro ogni “no” c’è, ci deve essere un “si”: si alla salute, si alla sicurezza, si alla conoscenza, si alla crescita, si alla partecipazione, si alla fiducia ed alla lealtà tra le amministrazioni e i cittadini”.

Calabria: fondi per le periferie, i 5stelle rispondono al Pd, “una bufala clamorosa la perdita dei finanziamenti”
«Il Pd sta facendo disinformazione a tappeto sui fondi per le periferie e sull’obbligo di ben 10 vaccini, ad oggi inalterato e su cui a breve si troverà un punto di equilibrio tra tutela reale della salute e diritto all’istruzione senza ricatti. La verità viene prima della ragione di partito». Lo affermano, in una nota, i parlamentari M5s Giuseppe d’Ippolito, Paolo Parentela, Bianca Laura Granato e Francesco Sapia, che aggiungono: «In casa dem sarà sfuggito che per la questione delle periferie l’esponente del Pd Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, ha dichiarato testualmente che “i fondi sono tutti salvi”, così smentendo la clamorosa bufala dei suoi compagni di partito». «Il bando per le periferie – spiegano i parlamentari 5stelle – era stato finanziato dal precedente governo di centrosinistra per metà dell’importo complessivo. A riguardo molti progetti presentati devono ancora essere valutati, per cui i fondi non sarebbero stati spesi in tempi brevi. Perciò li abbiamo messi a disposizione da subito a tutti i comuni che abbiano un avanzo di amministrazione». «Nel frattempo – continuano i 5stelle – abbiamo garantito i 500 milioni necessari al finanziamento dei 24 progetti del bando periferie già approvati. Per quanto riguarda gli altri 96 progetti, per 1,6 miliardi totali, quelli esecutivi verranno finanziati tramite una norma specifica, mentre gli altri saranno attentamente monitorati nei prossimi mesi. I fondi per questi ultimi, pari a 800 milioni, verranno recuperati tramite la convocazione della Conferenza unificata che unisce Stato, Regioni e Comuni, nella quale verrà superata anche l’incostituzionalità della legge precedente che aveva dato il via al bando per le periferie sotto il governo Renzi». «Ricordiamo, infatti, che – concludono i parlamentari 5stelle – la sentenza della Corte Costituzionale del 7 marzo 2018 ha dichiarato in parte illegittimo l’art.1 comma 140 della legge 11 dicembre 2016, in quanto viola il principio di sussidiarietà attribuendo a Stato e Comuni funzioni delle Regioni».

14 settembre 2018