“L’Ape furibonda-Undici donne di carattere in Calabria”, passione sociale e politica declinata al femminile

Copertina

Lamezia Terme – Un libro sulle donne che dovrebbero leggere soprattutto gli uomini. Questo è “L’Ape furibonda – Undici donne di carattere in Calabria“, il libro edito da Rubbettino con la prestigiosa prefazione della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso e che nasce dalla penna di Claudio Cavaliere, Bruno Gemelli e Romano Pitaro.
Centotrenta pagine di passione declinate al femminile rese da una scrittura coinvolgente che scava nella vita di undici donne e ne restituisce i profili per molti tratti inediti. Donne che hanno vissuto da protagoniste le grandi trasformazioni sociali e politiche calabresi soprattutto del secondo dopoguerra e che sono state per lo più dimenticate oppure al più iconizzate in una immagine folklorica che pochi oggi riconoscono nella loro interezza.
Queste donne vengono invece rese per quello che erano veramente, vite a volte passate via a fiatate ma senza mai rinunciare al coraggio, al temperamento, alla lotta per la giustizia, l’indipendenza, la conoscenza.
Da qui il titolo preso a prestito da Alda Merini, “la pazza della porta accanto“, che già di suo esprime la passione e la tenacia di biografie che spiegano non solo come si svolsero i fatti ma soprattutto come furono possibili.
Perché dove si può trovare maggior verità se non raccontando delle vite? Quale materia, quale sensibilità più vicina, quali esperienze più dirette e più vere di quelle della propria o altrui vita?
Quello che i tre autori cercano di fare è di partecipare alla costruzione di una memoria calabrese, di una terra che scopriamo ricca di personalità ma povera di coscienza sociale dimostrando, come scrive Susanna Camusso nella prefazione “che se si vuole raccontare la storia politica e sociale della Calabria, si deve parlare anche delle donne”.
Le storie di Maria Oliverio, Maria Teresa de Filippis, Anna Maria Peduzzi, Ada Pace, Giuditta Levato, Giuseppina Russo, Serafina Battaglia, Rita Pisano, Caterina Tufarelli Palumbo, Rosa Graziano, Maria Elia De Seta Pignatelli, contrappongono alla retorica le vite vissute, alle nude idee le passioni, alla soggezione la ricerca di libertà che comporta rischio, responsabilità, fatica.
Sullo sfondo la Calabria, con i suoi rivolgimenti, le sue miserie, le sue speranze, che scopriamo partecipa in prima fila a molti di quegli eventi che hanno creato le fondamenta dell’Italia repubblicana e che però si ritrova puntualmente sommersa dalla cronaca piuttosto che dalla storia.
In fondo forse è questo il vero messaggio di queste donne, che le grandi idee e le grandi opere sono creazioni individuali che divengono una civiltà solamente quando le masse le accettano e le riconoscono, proprio come i vocaboli e le forme idiomatiche di un popolo — creazioni individuali — divengono lingua nazionale solamente quando il popolo li accetta e li fa parte del patrimonio comune, senza sapere da dove siano venuti e chi li abbia suggeriti ed imposti.
Il libro sarà presentato a Lamezia Terme, sabato 7 Aprile alle ore 18:30 presso il ‘Civico Trame’.

29 marzo 2018