Lamezia, processo “Chimera” con rito ordinario, Pm Elio Romano “condannate i 5 imputati”

Lamezia Terme – Si sta celebrando davanti al Tribunale di Lamezia Terme (Presidente Carè a latere i giudici Aragona e Martire) il processo scaturito dall’operazione “Chimera” contro cinque esponenti della cosca “Cerra-Torcasio-Gualtieri” che hanno chiesto di essere giudicati con il rito ordinario.
Al termine della sua requisitoria il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Elio Romano ha formulato le seguenti richieste di condanna:
– Cesare Gualtieri, 21 anni e 210.000 euro di multa;
– Peppino Festante, 12 anni e 120.000 euro di multa;
– Massimo Crapella, 10 anni e 3.000 euro di multa;
– Lucia Vaccaro, 8 anni;
– Giancarlo Puzzo, 3 anni.
Gli imputati devono rispondere a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel processo si sono costituite parte civile l’associazione Antiraket Lamezia e il Comune di Lamezia Terme. La prossima udienza è stata fissata per il 2 marzo con le discussioni degli avvocati difensori.
Come si ricorderà la Corte di Appello di Catanzaro, nel luglio 2017, ha confermato le condanne inflitte, in primo grado, ai 34 imputati del processo che, invece, avevano scelto il rito abbreviato.
Il procedimento penale nel cosiddetto processo “Chimera” è scaturito da due operazioni coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Catanzaro e portate a termine dai Carabinieri di Catanzaro e di Lamezia Terme.
Tra i reati contestati, a partire dal 2010: traffico di armi, reati in materia di appalti pubblici, traffico di droga, estorsioni. Secondo l’accusa il clan, dopo gli arresti che avevano colpito la cosca ‘Giampà’ , stava estendendo la sua sfera di influenza su vaste aree del territorio lametino. Le indagini dei carabinieri hanno consentito di ricostruire 34 episodi di estorsione ai danni di imprenditori e commercianti, il tutto aggravato dalle modalità mafiose.