Lamezia Terme – I dettagli della relazione che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale di Lamezia Terme ancora non si conoscono ma, intanto, dopo l’addio dell’ex sindaco Paolo Mascaro, il processo amministrativo della città della Piana ha preso già la propria direzione.
Da pochi giorni la triade di commissari prefettizi (formata dal prefetto Francesco Alecci,dal viceprefetto Mariagrazia Colosimo e dalla dirigente di quarta fascia Desireè D’Ovidio) ha preso in mano le redini della gestione dell’ente, procedendo con la visione di tutti gli atti in sospeso e che riguardano ancora la gestione targata Mascaro. Una triade che sembra già sicura del percorso intrapreso e, soprattutto, della direzione da seguire.
«Non mi interessa il passato – ha detto il prefetto Alecci a L’altroCorriere tv – il passato può essere importante solo per capire il presente. So che ci sono 70mila abitanti che devono essere amministrati al meglio, so che c’è un territorio comunale fra i più vasti in Calabria e le aspettative sono notevoli».
«Devo dare – continua Alecci – un’indicazione alla magistratura inquirente e alle forze dell’ordine sul fatto che questo Comune rispetta assolutamente la legalità e le norme di legge. Io e gli altri componenti della commissione cercheremo di fare il meglio nell’interesse di tutti».
Alecci, poi, parla del suo arrivo a Lamezia Terme: «Sono stato accolto benissimo. Sono arrivato lunedì mattina, sono qui e ci sarò sempre per tutto il tempo opportuno». Il riferimento, in questo caso, e alla possibilità già evidenziata dall’ex sindaco di rivolgersi al Tar per chiedere l’annullamento dello scioglimento del Comune. «Noi stiamo lavorando – ha detto ancora Alecci a L’altroCorriere tv– se poi dovremo togliere il disturbo ce ne andremo».

1 dicembre 2017