Catanzaro – “Questa vicenda offre lo spaccato di come alcuni fenomeni configuranti un reato possano nascere perche’ in alcuni contesti della pubblica amministrazione c’e’ una percezione debole e accomodante della legalita’”.
E’ la valutazione amara e preoccupante al tempo stesso che ha fatto il procuratore aggiunto della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Capomolla, nel corso della conferenza stampa per illustrare l’esito dell’operazione della Guardia di Finanza, che ha disposto gli arresti domiciliari per una dirigente della Regione, Maria Gabriella Rizzo, e un’imprenditrice turistica del Vibonese, Laura Miceli, accusate di corruzione.
Per Capomolla, inoltre, “Questa vicenda da’ poi lo spaccato di come nell’esercizio della funzione pubblica possano esserci funzionari arrendevoli alle tentazioni che possono provenire da privati, pronti a insinuarsi in questa arrendevolezza, finendo con l’esercitare il loro ruolo nell’interesse di un determinato privato e non nell’interesse generale, che presuppone trasparenza e parita’ di trattamento per tutti. Questo – ha concluso il procuratore aggiunto di Catanzaro – determina uno sfalsamento della funzione pubblica, assolutamente deleterio per tutti i soggetti che dalla pubblica amministrazione devono ricevere un servizio”.

9 ottobre 2018