Bankitalia, modesta crescita della Calabria. “Corruzione e ‘ndrangheta frenano lo sviluppo”

Catanzaro – Cresce in misura modesta l’attività economica della Calabria, in linea con l’anno precedente. E’ quanto emerge dal rapporto “L’economia della Calabria” di Bankitalia, secondo cui prosegue il trend di equilibrio tendente al positivo dello scorso anno e sono tre gli anni consecutivi in cui si può parlare di una limitata ripresa economica.
Dallo studio emerge che c’è ancora da recuperare dopo la crisi del 2007 dalla quale la Calabria non si è ripresa del tutto anche se sporadici segnali nei singoli settori ci sono. In quello industriale è aumentata la produzione e gli investimenti hanno ripreso a crescere. Anche il recupero dell’occupazione si è intensificato anche se su livelli più bassi e qualitativamente sbilanciati rispetto al resto del Paese. Sul fronte reddito, quello delle famiglie è aumentato ma quello pro capite è di 12.500 euro, valore più basso rispetto al resto d’Italia. Di contro continuano a crescere le famiglie in povertà assoluta che si collocano ai massimi nel panorama nazionale.

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È impossibile negare ed è impossibile far finta che non ci sia la criminalità organizzata in Calabria”. È quanto ha dichiarato, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della presentazione a Catanzaro del rapporto sull’Economia della Calabria, Sergio Magarelli, direttore della locale filiale della Banca d’Italia.
“Abbiamo scelto tre concetti trasversali, a cui ho aggiunto un quarto, del nostro rapporto: investimenti, produttività, diseguaglianza e il quarto che ho aggiunto è fiducia. Il divario infrastrutturale del Sud e della Calabria che è il Sud del Sud, non è solo dovuto ad una minor dotazione di infrastrutture materiali o una minor capacità di rendere queste strutture immateriali, come la giustizia, la sanità, l’istruzione, più efficienti di quello che sono, ma è dovuto anche ad un limite, ad una catena che imbriglia le potenzialità di sviluppo economico di questa regione che è dovuta alle pratiche corruttive, all’evasione fiscale e alla presenza diffusa della criminalità organizzata che distorce quelle che sono le azioni e le decisioni della politica pubblica ed economica, della creazioni di opere che possono favorire lo sviluppo”.
La presenza diffusa della criminalità organizzata, secondo Magarelli, “deprime il reddito in misura molto consistente. Si parla di percentuali tra il 10% e il 15%, una vera e propria manovra economica. Possiamo parlare in Calabria di vera e propria modifica della capacità dell’azione pubblica, di un impedimento a far sì che questa azione pubblica faccia quello per cui è programmata e cioè promuovere le possibilità di sviluppo, creare le condizioni perché questo sviluppo della società civile sia positivo e possa portare ad un incremento diffuso del reddito e soprattutto che possa premiare quello che è il merito nell’ambito della competizione economica”.
Che vinca il migliore nella competizione economica “è – per Magarelli – un beneficio per tutto il tessuto economico perché progredisce tutto il tessuto economico e soprattutto porta a quella quarta parola di cui abbiamo parlato, la fiducia. Porta a far sì che la fiducia venga nutrita dalla comunità locale, da tutta la cittadinanza, per la quale lo Stato lavora, che potrà guardare al proprio futuro con una aspettativa positiva, con fiducia che si traduce nella possibilità di avere uno sviluppo duraturo e di costruire un futuro per le generazioni future che sia all’altezza dei loro sogni e delle loro aspettative”.

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14 giugno 2018