Vibo Valentia – Continua la caccia all’uomo che ieri pomeriggio si è reso protagonista di due sparatorie tra Limbadi e Ricadi, provocando due morti ed un ferito (altri due sono stati presi solo di striscio), e fuggendo a piedi subito dopo.
Le ricerche dei carabinieri di Francesco Olivieri, di 32 anni, identificato come l’autore del duplice omicidio, vanno avanti ininterrottamente dal pomeriggio di ieri e sono state estese anche alla zona di Rosarno, nel reggino, attigua a quella di Ricadi, paese di origine del ricercato.
L’uomo è ancora armato del fucile con il quale ha ucciso Giuseppina Mollese, di 69 anni, e Michele Valarioti (63) e ferito Pantaleone Timpano. Alle battute partecipano anche i Cacciatori di Calabria e gli elicotteri del reparto volo dei carabinieri oltre alle altre forze dell’ordine. Olivieri viene indicato come un “soggetto problematico e pericoloso” e che soffre di disturbi psichici.
L’uomo, secondo si è appreso, sarebbe in cura e farebbe – o dovrebbe fare uso – di farmaci. Intanto, oltre alle ricerche del fuggitivo, i carabinieri della Compagnia di Tropea e quelli del reparto operativo del Comando provinciale di Vibo Valentia stanno verificando quali rapporti vi potessero essere tra le vittime Giuseppina Mollese, di 80 anni, e Michele Valarioti (63), ed il ferito Pantaleone Timpano.
Su questo aspetto c’è il massimo riserbo degli investigatori che continuano anche a cercare eventuali punti di contatto tra quanto successo ieri e quanto accaduto una ventina d’anni fa quando furono uccisi, in tempi diversi, il figlio di Giuseppina Mollese, Ignazio Saccomanno, ed il fratello di Francesco Olivieri, Mario.
Fatti che – è quello che vogliono accertare i carabinieri – potrebbero anche essere all’origine della decisione di Olivieri di attuare il suo piano di sangue.

12 maggio 2018

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